Il punto cardine di tutta la storia è ovviamente poco chiaro ai più. E' un misto di folklore, leggende marinare, e soprattutto maltempo. Il vecchio Jack Piciolla a proposito della lupa di mare.
Come sempre in queste occasioni il sindaco, convocato lo stato d'emergenza col resto del consiglio municipale, decise di convocarmi.
Sapevo grosso modo di fronte a cosa mi sarei trovato, causa situazioni simili. Simili ma non uguali, a dire il vero ero abbastanza preoccupato dal come si era posta questa faccenda fin dall'inizio. Dietro certi fenomeni atmosferici si nascondono cause laterali a dir poco vomitevoli. Conati donati dal pensiero di bestie che con la carne in senso stretto hanno poco a che vedere, forme quasi aeriformi, o liquide. Rinunciare al loro stato di organizzazione e complessità, in favore di una vita diluita nel tempo.
Tuttavia la forma pura delle cose scompare, come sostengono alcuni autori polacchi, tanto nel teatro, quanto nella tradizione orale. Troppi concetti laterali fungenti da palcoscenico, portano ad una visione troppo sballata di come stanno in effetti le cose. L'ideale sarebbe fronteggiare quel determinato tipo di mostro all'improvviso, per comprenderne appieno orrore e potenza visuale.
I buchi sul tappetino della macchina non corrispondono a quelli del pavimento metallico, così da non avere esattamente l'impressione di trovarsi sospesi a trenta centimetri dall'asfalto che neppure troppo rapidamente sguscia sotto tal ammasso di ferro verniciato di beige. Le macchine di una volta, lamiera rigide, sospensioni di campagna, niente elettronica, mangiacassette, cambio a forma di
Una Renault 4, un'automobile fin troppo scontata per chi viene da centri urbani rimasti parzialmente fuori dal tempo. Centri urbani? Parliamo di centri rurali piuttosto, di recente convertiti al terziario, causa possibilità di sfruttamento turistico. Dieci anni fa erano molto più popolari e comuni come automobili, ma anche adesso se ne vedono in giro parecchie.
La nebbia di mezzogiorno non la si vede tanto spesso. Il problema è esattamente questo, sembra che la città sia in fiamme. Nebbia che viene dal mare, foschia marina, densa come un mare evaporato di colpo. Una grigia coltre che dalla riva risale sui pendii, inghiottendo la città interamente.
Le città portuali, solo loro sono soggette a questo tipo di problemi. Sembra che un incendio abbia divorato tutto, ma non c'è ombra di fiamme, solo nebbia che sembra fumo. I banchi si addensano anche sulla strada.
Macchine ferme ai bordi della carreggiata, in attesa che il tempo migliori. Macchine incidentate di persone che cercano di constatare i danni, in un'atmosfera surreale, fastidiosa ed intorpidente.
Il problema però, noi addetti ai lavori, sappiamo fin troppo bene quale sia.
A velocità moderata, armeggiando con il joystick per mutilati di guerra, arrivo nel luogo dell'appuntamento, la farmacia vicina al lungomare.
L'assessore al turismo porta come suo solito dei quasi eleganti occhiali da sole. Eleganti poiché non troppo vistosi ne' comuni.
Per il resto è vestito in maniera abbastanza sobria, e col suo cardigan nero buca la nebbia.
Mi tornano in mente pranzi di pesce e sconfitte elettorali. Non riesco però a collocare bene nel tempo tutte queste cose.
Giunti a distanza di dialogo mi ha incalzato con le informazioni a me necessarie alla risoluzione della crisi.
-Ora glielo spiego: è iniziato stamattina, e già si sono verificati i primi incidenti. Lei capisce che scomodare l'esercito per una cosa del genere attirerebbe troppi occhi sulla città, e ne potremmo risentire turisticamente.
-Una volta che il problema sarà risolto, qualunque esso sia, secondo me potrebbe fruttare un sacco di pubblicità gratuita. La gente del Nord non è così superstiziosa.
-Lei non ha ben capito come stanno le cose.
-Evidentemente no, intende chiarirmi le idee?
-Ha capito perché si trova qui, vero?
-Volete avvalervi della mia esperienza come detective, mago nero, e chiaramente anche scienziato...
-Lei non è uno scienziato, rientra nella definizione di tecnico.
-Io sarei un tecnico? Va bene ugualmente. Ad ogni modo volete avvalervi della mia esperienza, anche in campo meteorologico possiamo dire, per eliminare questo problema della nebbia.
-Il grosso del problema non è la nebbia, sono i... lupi. Ma lei non ha letto la missiva di briefing, in cui venivano chiariti i dettagli dell'intero affare?
-Assolutamente no. Ho preferito recarmi direttamente in loco, cioè qui, dopo aver fatto una abbondante colazione.
-Lei è un irresponsabile.
-Affatto, ho preferito tralasciare la lettura della missiva per recarmi il prima possibile qui. Quanto alla colazione era indispensabile per la corretta riuscita della missione. Ad ogni modo non ho capito la faccenda dei lupi. O meglio diciamo che ne ero in parte cosciente, ma ho preferito per una questione di equilibrio mentale mio fingere che le cose non stessero come intimamente temevo.
-Dalla nebbia, escono dalla nebbia... sembrano fantasmi, sono più furbi del gatto più furbo che lei possa aver incontrato.
-Escono fuori dalla nebbia? La lupa di mare, appunto quello che temevo.
-Esatto, alcuni marinai della zona la chiamano così.
Non della zona, ma del nostro emisfero.
-Cazzo, non pensavo esistesse davvero. Si sa che nelle città portuali gira gente di merda, pensavo fosse una specie di monito riguardo lo stare attenti quando si passa per una città portuale, un modo molto poco diretto, quasi un eufemismo...
-Ho capito cosa intende dire, la smetta con questi sproloqui inopportuni. Cosa intende fare? Abbiamo avuto quattro incidenti stradali nella mattinata, sono morte dieci persone in quel modo, ed altre quattro...
-Altre quattro?
-Sbranate dai lupi, e poi vi è un numero imprecisato di feriti. Tutto in una sola mattinata. La gente è chiusa in casa, le comunicazioni telefoniche purtroppo sono state tagliate solo mezz'ora fa. Dobbiamo chiudere la faccenda e procedere all'insabbiamento.
-Non capisco tutta quest'animosità nell'insabbiare, ok che siamo in una località turistica, però...
-Lei non capisce, dice bene, non capisce proprio un tubo, ed inoltre il livello delle sue battute è bassissimo. Non abbiamo bisogno di questo tipo di pubblicità. Sta a lei sistemare le cose. Si ricordi della sua pensione, attinta direttamente dal fondo comunale delle emergenze.
Che dire, cinquantamila euro per un lavoro di poche ore sono un'infinità di soldi. Pensare che quando lavoravo come barista strasottopagato prendevo due euro all'ora.
-Un'ultima cosa...
-Mi dica.
-Mi serve una mano a tirare l'apparecchio fuori dalla macchina.
-L'apparecchio?
-Una mia invenzione, serve a spostare la nebbia.
Il suo sguardo comunicava disprezzo e totale assenza di speranza. Probabilmente non aveva tutti i torti.
Tiratolo fuori dalla macchina l'assessore spariva nella nebbia, in direzione rifugio. Chiaramente coloro i quali gestiscono la direzione della crisi non possono troppo esporsi ai rischi derivanti dal contatto col male stesso.
Una serie di cose da tenere in considerazione a riguardo di tal bestia. Il folklore mi dice che non si tratti di un maschio, bensì di una femmina. La cosiddetta lupa di mare.
Una bestia in grado di fiutare i maschi, indurli ad evacuazione delle viscere col solo sguardo, divoratrici di intestini sgomberi. Preferisce gli uomini, come una puttana qualsiasi. Continua a cibarsene fino al cambio di vento. Una tramontana furiosa è più che sufficiente ad ucciderla.
Il lungomare continuava chiaramente ad essere deserto. Evacuazione necessaria della cittadinanza. Evacuazione necessaria della mia ampolla rettale. Ci avrebbe pensato la lupa col suo sguardo a regolare il mio moto intestinale.
Attendevo il coagularsi della nebbia nella figura dei lupi, delle lupe, o più semplicemente della lupa.
A riguardo della natura più o meno demoniaca di tale fenomeno atmosferico non mi andava ne mi va di discutere con i solito burocrati della curia, tuttavia fa un certo effetto vedere banchi di nebbia addensarsi sempre più fitti, fino a costituire lupi in carne ed ossa.
Occhi vuoti, denti così bianchi da figurare ugualmente nel bianco della nebbia, quanto e più della nera giacca di un assessore. Pelo schematicamente grigio.
A causa della mia dieta quasi completamente composta da latte, caffè e sigarette, le mie viscere risultavano essere sgombere ed inattaccabili,
Ne comparivano a decine, ma solo una parte di loro sembravano effettivamente interessate a me.
Ucciderli tutti con un singolo colpo del mio macchinario, lo spazzanebbia, un'arma micidiale in grado di spazzare via interi banchi di nebbia dalla strada, sfruttando il potere della sua turbina maligna, speditami direttamente da Utretch, da una poco nota industria di motori per barche. Il macchinario di mia invenzione non aveva mai subito un vero e proprio battesimo del fuoco, poiché quando la nebbia compariva sulle strade di campagna solevo limitarmi all'uso dei fendinebbia, senza scomodare tale prodigio della tecnica.
Tiravo la cordicella di accensione, pregustando il momento in cui tutti i lupi sarebbero svaniti insieme al vento. Il motore non si accese, i lupi mi puntarono.
Prontezza di riflesso, sangue freddo, fortuna, e abilità nel sapere sfruttare azioni prive di logica indotte dal panico. Disceso il più vicino a me scivolo in grado di condurmi dal lungomare alla spiaggia, ho corso, inseguito dai lupi che avevo sfidato, più da altri che si materializzavano ovunque intorno a me, sino a raggiungere la riva. Mi sono tuffato nell'acqua di alcuni centimetri continuando a bestemmiare per la leggerezza delle mie scelte.
All'età di ventitre anni ero arrivato davvero scemo. Quei soldi tuttavia mi potevano svoltare la vita.
I lupi a causa della loro natura nebulosa si sarebbero automaticamente disgregati tuffandosi in acqua, e di ciò ne ero cosciente io quanto loro.
La prima tramontana li avrebbe spazzati via. Io da canto mio nell'acqua ero al sicuro.
Occhi a pelo d'acqua potevo osservare più di venti lupi sulla spiaggia osservarmi, più un'altra decina sul molo alla mia sinistra.
I loro occhi, erano così diversi dai nemici incontrati fino ad allora. La mia disponibilità a fidarmi, seppur con riserva delle persone, è stato più o meno il mio più grosso limite nel relazionarmi con la gente. La gente è un nemico subdolo, mente, si giustifica, ti colpevolizza, cerca di convincerti che è buona. Io ho sempre cercato di convincere gli altri e me stesso di essere una persona di merda, amorale, tendente al metterlo in culo a tradimento. Ho sempre preferito evitare i convenevoli, in favore di dimostrazioni pratiche. Nessuna rassicurazione, al massimo timore.
Queste lupe mi assomigliano. Non mi mentono, è palese che mi vogliono morto. Non si tratta di animali che ti si nascono nelle mutande e ti staccano le palle quando sei impegnato in altro. Non elemosinano la mia pietà per azzannarmi agli stinchi, mi volevano morto, ed avrebbero avuto abbastanza facilmente quello che volevano.
Una posizione più comoda, il morto a galla. I loro sguardi fissi, i loro ringhi di avvertimento.
Ci sono donne che mentendo ti feriscono, e lo fanno solo per loro egoismo. Altre che mentendo si feriscono, e sono degne di compassione e spesso anche di amore. La realtà è ingannevole, ed io sono così stanco e deluso dalla gente da potermela prendere solo con certi mostri immateriali, tra i più belli, tra l'altro, che abbia mai visto.
Una serie di fantasmi nel mio cervello inoltre si fanno spazio mentre cedo calore umano, il mio, all'acqua in cui sono immerso.
-Sei il solito ritardato, onori il tuo nemico solo per rendere meno disonorevole la tua morte.
-Non sai ben giudicare le situazioni, hai una prospettiva molto sbagliata di tutto.
-Ci metti così poco a farti ferire, eppure il compatimento ti da così tanto fastidio.
-Nella migliore delle ipotesi, con un po' di cotone sarai ugualmente presentabile al funerale.
-Ti vanti sempre di questa tua tendenza a concedere dei vantaggi ai tuoi nemici non programmando le tue mosse. Il tuo rifiuto di tattica e strategie non è compensato dalla tua abilità, sei solo un fallito che certo di perdere in partenza evita a prescindere il confronto.
-Io l'ho fatto solo perché mi sentivo controllata da te.
La menzogna è il male peggiore. A causa di essa la storia è inaffidabile. A causa di essa tutto quello che riesco a provare verso i rapporti umani è delusione. Il grado di fiducia da mettere in mano al prossimo. Il mio istinto mi dice di concedermi, la mia esperienza mi ride dietro per mie ingenuità bambinesche.
L'utilità di avere una sacca di pensieri in grado di indurre rabbia immediata è comunque indispensabile per il corretto approccio a tematiche quali i mostri marini o peri-marini.
Uscito parzialmente dall'acqua e giunto al limite col terreno dei lupi sulla spiaggia ho tentato un pugno. Fulmineo contro il muso della lupa, come un raggio di gas gelato, che si solidifica conficcandosi nella tenera carne di mammifero.
Colpo fallito ovviamente, mano ferita da zanne traslucide.
Esattamente come da me preventivato e desiderato. A rigor di chimica non ha senso che la nebbia abbia simili valori di consistenza.
Reimmerso in acqua ho fatto l'unica cosa che potevo fare, recitare il mantra di evocazione dei venti del nord, offrendo loro in sacrificio il sangue vivo che usciva dalla mia mano.
Ho riso alcuni minuti nell'intervallo di cambio del vento. Tutto quello contro cui ho combattuto e che ho distrutto, l'importante è che io non lo consideri battuto. Bisogna tenersi stretto tutto l'odio per i propri nemici, una discreta risorsa nella preparazione di una maledizione di livello elevato. L'odio è il principale catalizzatore per qualunque rituale di concretizzazione dei desideri. Più che di catalizzatore si tratta di comburente.
Poi dal nord è arrivata una severa tramontana, alte pressioni sguscianti sul mare come uno slittino, direttamente dal nord Europa, seriamente intenzionati ad assistermi in favore del sacrificio di sangue e di odio effettuato. Il grosso corpo collettivo della lupa di mare è stato spazzato via, e fuori da quel miasma i singoli corpi di carne non hanno potuto che evaporare.
Steso sulla sabbia ho bestemmiato per il tabacco salato da buttare. L'acqua di mare corrode un bel po'.
Il sole è comparso all'improvviso. Ho scrollato un po' di sabbia e poi sono andato al distributore automatico. Con un fondo pensionistico di cinquantamila euro in effetti ho potuto anche evitare per qualche tempo di bestemmiare contro i rincari del tabacco.
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