 Nome: Antonio Zagabria Sono uno studente, almeno sulla carta. Spesso vengo coinvolto in risse o gare di lancio del coltello. Neppure i normali duelli a colpi di arma bianca o nera mi vengono risparmiati. Abito in una capitale europea il cui nome è l'anagramma di mora. Studio medicina, dunque attenti al buco del culo.
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Progetto Orzata Nera
Un progetto probabilmente forzato, ma indispensabile nella lotta al dispotismo del cattolicesimo, sin dai tempi in cui Caino colpì Abele, con il cuore pieno di affetto nei confronti del fratello, liberandolo dalla schiavitù di un lavoro noioso.
mercoledì, 08 aprile 2009, 15:01
Il mio amico Zagabria mi chiede una poesia che tratti di un mollusco. Recenti mie scoperte filologiche mi hanno portato ad un frammento saffico inedito e sconosciuto al pubblico ed agli studiosi rispondente proprio alla traccia fornita. Questa è la mia pallida ed umile traduzione:
Venere casta , onor de' divini forma perfetta d'eterno incanto te, che i poeti adorano chini te io non canto
Ricordar voglio quell'esser informe che te ospitò in guscio poi cieco e fece nacer te diva sull'orme di mare greco
Disse allor Crono,(ahi, non più virile) di questo mio seme tu fatti dimora. Mitile turpe, storpio e poi vile. Te Crono onora!
Lesto il molluschio [….......] altero […....] asp [..]tto […........]ose. Cammino facil, d'aspetto or fiero
[…...................]
Ahimè il papiro in fine è mutilo. Ho salvato il salvabile, mi sono anche preoccupato di distruggere l'unico originale. Vi basti la mia copia.
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mercoledì, 08 aprile 2009, 13:05
Tu che strisci nella terra appena nata,
mangi merda or ora defecata,
da adolescente ti si chiama pupa,
ti fai più brutta muta dopo muta.
Adulta ronzi da far schifo,
e ti vesti di metallo,
Mi disturbi mentre studio male,
le bestemmie non tardano ad arrivare.
L'elenco telefonico ti sbudellerà,
ma solo a sufficienza da stordirti.
L'accendino brucia le tue ali,
e rimani solo con tre zampe.
Tenti fino all'ultimo di seguir la luce,
ma sei messa davvero troppo male.
Finisci dentro al gabinetto ancora viva,
e stringi amicizie un po' schifose,
col piscio scuro e i resti di un moscone.
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mercoledì, 08 aprile 2009, 13:01
La sfida numero 11 è una tra le sfide più semplici ed allo stesso tempo meno lineari. No questo non significa un cazzo.
Basta con le prefazioni autocelebrative e passiamo al corpo della faccenda:
Una poesia di massimo 21 versi che abbia come protagonista un invertebrato a vostra scelta.
Si ricorda all'utenza che per invertebrati si intendono molluschi (quali la seppia), artropodi (dai crostacei come il granchio, all'insetto stecco passando per chi cazzo volete), nematodi, e guardate wikipedia per maggiori informazioni.
http://it.wikipedia.org/wiki/Invertebrati
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