Il mio amico Zagabria mi chiede una poesia che tratti di un mollusco.
Recenti mie scoperte filologiche mi hanno portato ad un frammento
saffico inedito e sconosciuto al pubblico ed agli studiosi rispondente
proprio alla traccia fornita. Questa è la mia pallida ed umile
traduzione:
Venere casta , onor de' divini
forma perfetta d'eterno
incanto
te, che i poeti adorano chini
te io non canto
Ricordar
voglio quell'esser informe
che te ospitò in guscio poi cieco
e fece
nacer te diva sull'orme
di mare greco
Disse allor Crono,(ahi, non più
virile)
di questo mio seme tu fatti dimora.
Mitile turpe, storpio e poi
vile.
Te Crono onora!
Lesto il molluschio [….......] altero
[…....] asp
[..]tto […........]ose.
Cammino facil, d'aspetto or fiero
[…...................]
Ahimè il papiro in fine è mutilo. Ho salvato il
salvabile, mi sono anche preoccupato di distruggere l'unico originale.
Vi basti la mia copia.
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