Utente: zagabria
Nome: Antonio Zagabria
Sono uno studente, almeno sulla carta. Spesso vengo coinvolto in risse o gare di lancio del coltello. Neppure i normali duelli a colpi di arma bianca o nera mi vengono risparmiati. Abito in una capitale europea il cui nome è l'anagramma di mora. Studio medicina, dunque attenti al buco del culo.

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Progetto Orzata Nera
Un progetto probabilmente forzato, ma indispensabile nella lotta al dispotismo del cattolicesimo, sin dai tempi in cui Caino colpì Abele, con il cuore pieno di affetto nei confronti del fratello, liberandolo dalla schiavitù di un lavoro noioso.
venerdì, 19 ottobre 2007, 00:04
Cambiare completamente l'assortimento della propria credenza emozionale. Una serie di circostanze fra loro solo apparentemente sconnesse.
Neppure rapporti di causa-effetto validi, prova quello che ti pare, l'epilogo sarà sempre uguale. Sforzati di trovare una via alternativa, gli intoppi si faranno ugualmente vivi.
SI pensava che sarebbe stato così difficile, ma in fin dei cotni si sperava si sbagliarsi. Non è andata così, e se ci siamo sbagliati, l'abbiamo fatto sottovalutando il problema.
La ricerca delle case è una disciplina che può essere vista come la conquista di una donna, solo che più sulla propria formazione culturale o attitudine fisica la discriminante è come nel caso di donne molto stupide il denaro e la prontezza nel tirarlo fuori.
In un paese non dico socialista, ma perlomeno giusto, o se non altro non completamente sbagliato, una capitale europea dovrebbe offrire un tetto ad uno studente ad un prezzo contenuto, o quantomeno accettabile.
Tuttavia la serie di case viste e rifiutare, e quelle che invece volevamo occupare e che ci sono state soffiate sotto il naso, o le inculature prese da padroni di casa fantasma, contratti a forma di svastica, no non vogliamo meridionali, bagni esterni senza doccia ne bidet, agenti immobiliari che ci parlano di come gli piaccia dormire nudi in estate sudando sette lenzuola, altri agenti immobiliari che neppure salutano e pensano di smontare la mia arroganza solo cercando di parlare più in fretta di me, il gusto del cibo che insaporito dalla naturale muffa che cresce sulle padelle mi sa di antipasto di una sana gastroenterite, l'annuncio della casa dove abitavo l'anno scorso che torna a farsi vivo sul giornale come a richiamarmi alla merdosa vita che merito, i sentimenti che perdono colore e sfumano solo nella rassegnazione.
Tutti ce la fanno. Tutti ce la fanno.
Io no. Pare che non ce la faccia.
Va benissimo così, si va benissimo così.
Sono sicurissimo che in tutta sta faccenda, come nell'eliminazione del piccolo Sev da architettura, c'è lo zampino del tipo deceduto al quale abbiamo sottratto beni di varia entità.
La sorte è irragionevole, ma un uomo saggio in tre giorni se la può gestire.
Amen.
E i cieli e la terra, sono pieni della tua gloria...

postato da zagabria · permalink · commenti (5)

giovedì, 18 ottobre 2007, 23:50
Il tema di questo colpo è:
La rassegnazione.
Lo scritto prodotto deve riguardare questo tema e deve avere una lunghezza massima di 1500 parole.
Senza voler togliere libertà di stesura a nessuno, ma solo per una questione di bieco nazismo si ricorda ai partecipanti che per rassegnazione si intende quel senso di svuotamento interiore non conseguente ad una soddisfazione, ma solo ad una perdita di speranza causa problemi insolubili.

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Milva manda affanculo ad una certa età. Non cadiamo nella sua trappola dell'odio, vogliamoci bene utilizzando quello che la natura ci offre. Più sapone per tutti, non sprechiamo l'olio andato a male, qualcuno, specie in stazione, ha bisogno di una saponetta.
Il nodo della questione (tricotica)
I problemi veri iniziano quando sei convinto di starti muovendo nel giusto, e tutto va a puttane. I passanti si domandano dove tu stia andando, anche se non sei vestito in modo da attirare l'attenzione. L'odore più selvatico, quello del sudore decomposto. Saluta tutti quanti, non dimenticare nessuno. E' necessario, è necessario, è doveroso. Anche Alberto Angela me lo faceva spesso presente ai bei tempi.
La sfida non finisce mai
Mille altre sfide seguiranno questa. Occorre che i giovani si impegnino in queste imprese, oltre che al recupero della Corsica, anche attraverso una banda armata di matrice piratesca.